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Otricoli tra Ottocento e Novecento: scoperte, identità e trasformazioni

Era moderna

Nel corso dell’Ottocento, l’identità storica di Otricoli si arricchì di nuove scoperte e consapevolezze. Dopo gli scavi pontifici del XVIII secolo, l’interesse per l’antica Ocriculum crebbe, alimentato anche da viaggiatori, studiosi e antiquari attratti dal fascino delle rovine lungo il Tevere.

Il borgo, rimasto a lungo ancorato a un’economia agricola tradizionale, visse i cambiamenti dell’Unità d’Italia con un ruolo marginale ma stabile. La vita quotidiana era scandita dal lavoro nei campi, dalla devozione religiosa e da una forte dimensione comunitaria. Le confraternite, le feste patronali e i riti religiosi continuarono a rappresentare momenti di coesione.

Nel Novecento, le due guerre mondiali segnarono anche la comunità otricolana, con storie di soldati, migrazioni e sacrifici. Ma fu soprattutto il secondo dopoguerra a trasformare profondamente il borgo: le campagne si spopolarono, molti giovani cercarono fortuna altrove e l’antico tessuto sociale mutò.

Nonostante le difficoltà, la memoria storica non si spense: le generazioni successive iniziarono un percorso di riscoperta, culminato negli ultimi decenni con il recupero dell’area archeologica, la valorizzazione della Collegiata e delle tradizioni locali.

 

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