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I Piatti locali

Pane, biscotti e dolci che profumano di casa, di festa, di antiche ricette tramandate sono prodotti semplici, nati da pochi ingredienti, ma capaci di raccontare un mondo intero fatto di riti familiari, forni accesi e stagioni da celebrare.

Il Forno Manili: pani e dolci otricolani

 

Uno dei custodi più affezionati di questa tradizione è il Forno Manili, storico panificio di Otricoli, che ancora oggi sforna il tipico pane sciapo di Otricoli, croccante fuori e morbido dentro. Tra Pizza bianca e rossa, maritozzi (anche nella variante con gocce di cioccolato),  crostate con le visciole (amarene selvatiche), e i celebri tozzetti otricolani, preparati con le nocciole locali - dette "nocchie" - il forno è uno scrigno di ogni tipo di bontà!

Altra specialità, legata alla Festa di Sant’Antonio Abate (17 gennaio), è il biscotto all’anice: ciambella rotonda e aromatica, distribuito insieme al pane benedetto dalla Confraternita organizzatrice. Questi dolci, insieme al pampepato ternano e alle pizze di Pasqua (sia dolci che al formaggio), completano il panorama di una dolcezza tutta umbra, da assaporare lentamente, magari con un buon bicchiere di vino.

La pasta artigianale di Otricoli: grani antichi, gusto moderno

 

Tra i prodotti che raccontano la rinascita dell’agricoltura locale c’è anche la pasta artigianale, simbolo di un ritorno alla terra e di una nuova attenzione verso i grani antichi, i processi lenti e la qualità.

Nel territorio otricolano è attiva Pasta Più, un’azienda che ha saputo unire tradizione e innovazione, realizzando diversi formati di pasta secca a partire da semole pregiate. Le sue linee includono pasta integrale, pasta all’uovo, ma soprattutto pasta da grani antichi, coltivati in Umbria secondo pratiche sostenibili.

Il risultato è un prodotto gustoso e digeribile, che tiene bene la cottura e racconta un nuovo modo di valorizzare il territorio. Non solo una scelta salutare, ma anche culturale: ogni piatto preparato con questa pasta porta con sé il sapore di un’identità agricola che guarda al futuro senza dimenticare il passato.

Manfricoli, Fregnaccia e Fallone: i piatti della tradizione contadina

Ogni territorio ha i suoi sapori della memoria: a Otricoli i piatti poveri della cucina contadina sono ancora oggi celebrati in feste e occasioni speciali, testimoni di un’identità gastronomica che non si è mai persa.

I manfricoli, pasta lunga fatta a mano con acqua e farina, sono di certo il piatto più rappresentativo. Conosciuti in altre zone come ciriole, umbricelli o strangozzi, a Otricoli vengono spesso serviti con sugo rosso semplice o piccante. Non mancano versioni più raffinate con tartufo umbro o, in primavera, con asparagi selvatici e pancetta.

Un altro simbolo è il fallone, focaccia cotta nei forni medievali del borgo durante eventi come Vinotricolando o a Poggio di Otricoli per le Giornate Medioevali. Condito con olio, rosmarino e sale grosso, si gusta da solo o farcito con mortadella, salsiccia o persino Nutella.

C'è poi la fregnaccia, frittella poverissima fatta con “acqua e farina e chiacchiere” (come dicevano le nonne), da mangiare con zucchero o formaggio grattugiato. La si celebra ogni anno a giugno durante la Sagra della Fregnaccia e della Pizzola, dove si prepara anche quest’ultima, una pizza fritta semplice e gustosa.

Tra le preparazioni legate alle festività religiose troviamo le fave stufate, distribuite gratuitamente il sabato successivo alla Festa di San Giuseppe da Leonessa (del 4 marzo), e i fagioli con le cotiche, che vengono distribuiti gratuitamente il giorno prima della Festa di Sant’Antonio Abate.

Infine, tra i piatti più forti c’è la padellaccia, specialità invernale a base di rifilature di carne suina e animelle, cotta nel proprio grasso e servita con fagioli.

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